Nel 2024, a causa del prolungato smart working e della forte sedentarietà, ero arrivato a pesare decisamente troppo. Questo aumento di peso si portava dietro anche un dolore alle ginocchia che, sebbene occasionale, iniziava a farsi sentire. Ero io, ma in una versione decisamente appesantita e priva di energia.

Poi, la svolta è arrivata da dove meno me lo aspettavo.

Un incontro inatteso

Un giorno un amico sconosciuto, sentito tramite un’applicazione e mai visto prima di allora, mi ha invitato a partecipare a una video call.

In qualche modo, durante la chiamata, ho capito che si trattava del mondo Herbalife. Lo ammetto: sono rimasto collegato solo per pura educazione, con la ferma intenzione di dirgli di no alla prima occasione. Ma quando la conversazione ha toccato la parola CONI e il supporto dato agli atleti, ho cambiato totalmente idea. Se quel piano nutrizionale era approvato per chi spinge il proprio corpo al massimo, meritava una possibilità.

I primi risultati e la scoperta

Ho iniziato a utilizzare i prodotti e i benefici sono arrivati subito: ho cominciato a perdere peso, quel dolore occasionale alle ginocchia diminuiva e sentivo una carica di energia che non provavo da tempo. Mi sentivo così bene che ho deciso di fare una salita a passo veloce.

Il giorno dopo quella camminata, però, è arrivata una scoperta legata a un problema che mi portavo dietro da anni in modo silenzioso: un aneurisma dell’aorta ascendente con collasso della valvola sottostante.

La sfida più grande: l’intervento

Secondo le classifiche cliniche sulla complessità degli interventi chirurgici, l’operazione per l’aneurisma dell’aorta si posiziona stabilmente nella Top 5 assoluta dei più pesanti e rischiosi per il corpo umano.

A sei mesi esatti dall’inizio del mio percorso con i prodotti, mi sono dovuto sottoporre a questo delicatissimo intervento.

l merito del successo dell’operazione va interamente al cardiochirurgo e alla sua straordinaria équipe medica, a cui va tutta la mia gratitudine. L’utilizzo dei prodotti mi ha dato l’energia e il supporto nutrizionale necessari per affrontare al meglio l’intervento.

Il Recupero

A sole 48 ore dall’operazione, sotto la visione attenta di medici e infermieri, sono riuscito ad alzarmi in piedi. La mia fiducia in questo percorso nasce proprio da qui: dall’aver preparato il mio corpo a reagire al meglio, dandomi la forza di superare anche la tempesta più grande.

E oggi?

Mentre scrivo queste righe siamo a Giugno 2026. Ormai di quel grandioso “tagliando” chirurgico rimangono solo qualche segno sulla pelle e un bizzarro ticchettio metallico nel petto.

Sì, la nuova valvola fa il suo lavoro aprendosi e chiudendosi a ritmo. La cosa fantastica è che quando i miei battiti si sincronizzano esattamente a 60 bpm, mi trasformo ufficialmente in un orologio a pendolo vivente, che scandisce inesorabilmente il tempo che passa. Praticamente ho risparmiato sull’acquisto di un Rolex: adesso il cronometro di precisione ce l’ho incorporato direttamente nel torace!

E per il futuro?

Beh, visto che adesso ho un motore nuovo di zecca e un cronometro svizzero incorporato nel petto, non ho nessuna intenzione di rimettermi in folle.

Il futuro lo vedo decisamente in movimento. L’obiettivo è continuare a trattare il mio corpo come la macchina straordinaria che è, alimentandolo al meglio, mantenendo alta l’energia e, perché no, affrontando nuove sfide a passo veloce.

Il traguardo più bello? Usare la mia storia e questo blog per ricordare a chiunque si senta “appesantito” o bloccato davanti allo smart working che c’è sempre tempo per cambiare rotta. E che a volte, un “sì” detto per pura educazione a uno sconosciuto può letteralmente rimetterti in pista.

Quindi, avanti tutta mio orologio interno continua a fare tic-tac, e io ho ancora tantissima strada da percorrere