
Cos’è l’obesità: la guida completa per comprendere una delle principali sfide della salute moderna
L’obesità non è solo una questione di peso
Per molti anni l’obesità è stata considerata semplicemente il risultato di un’alimentazione eccessiva o di uno stile di vita sedentario. Oggi la ricerca scientifica ha completamente modificato questa visione.
L’obesità è riconosciuta come una malattia cronica complessa, influenzata dall’interazione tra fattori genetici, metabolici, ormonali, ambientali, psicologici e sociali. Non rappresenta quindi soltanto un aumento del peso corporeo, ma una condizione che può alterare il normale funzionamento dell’organismo e aumentare il rischio di sviluppare numerose patologie, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, alcuni tumori, steatosi epatica, apnee ostruttive del sonno e disturbi muscolo-scheletrici.
Negli ultimi decenni la diffusione dell’obesità ha assunto dimensioni tali da essere definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una delle più importanti emergenze sanitarie del XXI secolo. L’aumento della disponibilità di alimenti ad alta densità energetica, la progressiva riduzione dell’attività fisica, la sedentarietà lavorativa e il cambiamento delle abitudini quotidiane hanno contribuito a un incremento costante del numero di persone in sovrappeso e obese in quasi tutti i Paesi del mondo.
È importante comprendere che non tutte le persone con obesità presentano lo stesso livello di rischio, così come non tutte le persone normopeso sono necessariamente metabolicamente sane. Per questo motivo la medicina moderna non valuta più esclusivamente il peso corporeo, ma considera la composizione corporea, la distribuzione del grasso, la presenza di grasso viscerale e altri parametri clinici fondamentali.
Questa guida nasce con l’obiettivo di fornire informazioni affidabili, aggiornate e basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, aiutando il lettore a comprendere cos’è realmente l’obesità, come si sviluppa, quali conseguenze può avere nelle diverse fasi della vita e quali strumenti sono oggi disponibili per prevenirla e affrontarla.
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L’obesità in numeri
Comprendere la diffusione dell’obesità significa comprendere perché questa condizione rappresenti oggi una priorità per i sistemi sanitari di tutto il mondo.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 1990 il numero di persone con obesità è aumentato in modo costante in tutte le fasce di età.

Nel mondo
Le più recenti stime indicano che:
- oltre 1 miliardo di persone vive con obesità;
- circa 1 persona su 8 è affetta da obesità;
- oltre 890 milioni di adulti convivono con questa condizione;
- circa 390 milioni di bambini e adolescenti presentano sovrappeso, di cui circa 160 milioni con obesità.
Questi numeri evidenziano come il problema interessi ormai tutti i continenti, indipendentemente dal livello di sviluppo economico.
Negli ultimi anni l’aumento è stato particolarmente evidente nei Paesi a basso e medio reddito, dove convivono ancora problemi di malnutrizione con un rapido incremento delle malattie croniche correlate all’eccesso di peso.
La situazione in Italia
Anche l’Italia segue questo andamento.
Secondo i dati disponibili:
- circa un adulto su sei presenta obesità;
- milioni di italiani convivono con un eccesso di peso;
- l’obesità infantile rappresenta ancora una delle principali criticità di salute pubblica.
Le differenze territoriali sono significative, con prevalenze generalmente maggiori nelle regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali, probabilmente per effetto di fattori socioeconomici, culturali e ambientali.
Perché leggere questa guida?
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Purtroppo molte informazioni sono incomplete, non aggiornate oppure prive di solide basi scientifiche.
In questa guida troverai esclusivamente contenuti basati sulle più autorevoli linee guida internazionali e sulla letteratura scientifica, con l’obiettivo di aiutarti a comprendere il fenomeno dell’obesità senza false promesse, semplificazioni eccessive o approcci miracolosi.
Nei capitoli successivi analizzeremo le cause dell’obesità, i fattori di rischio, le possibili complicanze nelle diverse età della vita e il ruolo dell’analisi della composizione corporea nella valutazione dello stato di salute.
Questa è solo la prima sezione della guida completa e costituisce le fondamenta su cui si svilupperanno i capitoli successivi.
Cause dell’obesità e strumenti per la diagnosi
L’obesità è una malattia multifattoriale. Questo significa che nella maggior parte dei casi non esiste un’unica causa responsabile dell’aumento di peso, ma il risultato dell’interazione tra predisposizione genetica, ambiente, alimentazione, attività fisica, fattori psicologici, metabolismo e condizioni socioeconomiche.
Comprendere le cause dell’obesità è fondamentale per impostare un percorso di prevenzione e trattamento realmente efficace.

Cause genetiche
La genetica svolge un ruolo importante nello sviluppo dell’obesità. Numerosi studi hanno dimostrato che esistono centinaia di geni coinvolti nella regolazione dell’appetito, del metabolismo energetico, dell’accumulo di grasso e del senso di sazietà.
Avere una predisposizione genetica, tuttavia, non significa essere destinati a sviluppare obesità. I geni influenzano il rischio individuale, ma è l’interazione con l’ambiente a determinarne l’espressione.
Alcune persone tendono a:
- percepire meno il senso di sazietà;
- accumulare più facilmente grasso corporeo;
- consumare meno energia a riposo;
- avere maggiore predisposizione alla fame emotiva.
Esistono inoltre rare forme di obesità monogenica, dovute a mutazioni di specifici geni coinvolti nella regolazione dell’appetito, ma rappresentano una piccola percentuale dei casi.
Cause ambientali
Negli ultimi cinquant’anni il patrimonio genetico della popolazione è rimasto sostanzialmente invariato, mentre l’obesità è aumentata rapidamente. Questo dimostra l’importanza dell’ambiente.
Tra i principali fattori ambientali troviamo:
- disponibilità continua di alimenti altamente calorici;
- porzioni sempre più abbondanti;
- consumo frequente di cibi ultraprocessati;
- riduzione dell’attività fisica quotidiana;
- utilizzo prolungato di dispositivi elettronici;
- lavoro sedentario;
- carenza di sonno;
- elevati livelli di stress.
L’ambiente moderno favorisce inconsapevolmente un bilancio energetico positivo, cioè l’introduzione di più calorie rispetto a quelle consumate.
Alimentazione
L’alimentazione rappresenta uno dei principali determinanti del peso corporeo.
Non è solamente la quantità di cibo consumata a influenzare il rischio di obesità, ma anche la qualità della dieta.
Un’alimentazione ricca di:

- bevande zuccherate;
- snack industriali;
- dolci;
- fast food;
- alimenti ultraprocessati;
- grassi saturi;
- zuccheri semplici;
favorisce un aumento dell’introito calorico e rende più difficile il controllo della fame.
Al contrario, una dieta ricca di:
- verdura;
- frutta;
- legumi;
- cereali integrali;
- pesce;
- proteine magre;
- grassi insaturi;
favorisce un maggiore senso di sazietà e contribuisce al mantenimento di un peso corporeo sano.
Sedentarietà
La riduzione dell’attività fisica è uno dei principali fattori che hanno contribuito all’aumento dell’obesità negli ultimi decenni.
Molte persone trascorrono gran parte della giornata:
- sedute in ufficio;
- in automobile;
- davanti al computer;
- davanti alla televisione.
La sedentarietà comporta:
- riduzione del consumo energetico;
- perdita progressiva della massa muscolare;
- peggioramento della sensibilità all’insulina;
- maggiore accumulo di grasso viscerale.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 150-300 minuti di attività fisica moderata oppure 75-150 minuti di attività intensa ogni settimana, associati a esercizi di potenziamento muscolare almeno due volte alla settimana.
BMI (Indice di Massa Corporea)
Il Body Mass Index (BMI), o Indice di Massa Corporea, è uno degli strumenti più utilizzati per classificare il peso corporeo negli adulti.
Il BMI si calcola dividendo il peso espresso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza espressa in metri.
Formula:
BMI = peso (kg) / altezza² (m²)
Secondo l’OMS:
| BMI | Classificazione |
|---|---|
| <18,5 | Sottopeso |
| 18,5-24,9 | Normopeso |
| 25-29,9 | Sovrappeso |
| 30-34,9 | Obesità di I grado |
| 35-39,9 | Obesità di II grado |
| ≥40 | Obesità di III grado |
Il BMI rappresenta un utile indicatore epidemiologico, ma non distingue la massa grassa dalla massa muscolare.
Ad esempio, un atleta molto muscoloso può presentare un BMI elevato pur avendo una percentuale di grasso molto bassa.
Per questo motivo oggi il BMI viene sempre più spesso integrato con altre valutazioni.
Circonferenza vita
La distribuzione del grasso corporeo è spesso più importante del peso stesso.
L’accumulo di grasso nella regione addominale è associato a un aumento del rischio di:
- diabete tipo 2;
- ipertensione;
- infarto;
- ictus;
- steatosi epatica;
- sindrome metabolica.
Valori generalmente considerati a rischio:
Uomini
- superiore a 94 cm: rischio aumentato;
- superiore a 102 cm: rischio elevato.
Donne
- superiore a 80 cm: rischio aumentato;
- superiore a 88 cm: rischio elevato.
La misurazione deve essere effettuata con un metro flessibile, in posizione eretta e al termine di una normale espirazione.
Composizione corporea
Il peso corporeo, da solo, fornisce informazioni limitate sullo stato di salute.
Due persone con lo stesso peso possono avere una composizione corporea completamente diversa.
L’analisi della composizione corporea consente di valutare:
- percentuale di massa grassa;
- massa muscolare;
- grasso viscerale;
- acqua corporea totale;
- massa ossea;
- metabolismo basale;
- distribuzione dei liquidi.
Queste informazioni permettono di impostare programmi nutrizionali e di attività fisica molto più personalizzati rispetto al semplice utilizzo della bilancia.
Nel percorso di prevenzione e trattamento dell’obesità, l’analisi della composizione corporea rappresenta oggi uno degli strumenti più utili per monitorare i progressi e valutare la reale efficacia degli interventi, poiché l’obiettivo non è soltanto perdere peso, ma migliorare la qualità della composizione corporea riducendo il grasso e preservando la massa muscolare.
I rischi dell’obesità nelle diverse fasi della vita
L’obesità può manifestarsi a qualsiasi età, ma le sue conseguenze cambiano profondamente in base al momento della vita in cui compare. Durante la crescita può influenzare lo sviluppo fisico e psicologico, nell’età adulta aumenta il rischio di numerose malattie croniche e, negli anziani, può compromettere l’autonomia e la qualità della vita.
Conoscere i rischi specifici per ogni fascia d’età permette di intervenire precocemente e ridurre la probabilità di sviluppare complicanze a lungo termine.

Obesità nei bambini
L’obesità infantile rappresenta una delle principali sfide di salute pubblica. Un bambino con obesità ha una probabilità significativamente maggiore di diventare un adulto obeso rispetto ai coetanei con peso nella norma.
Principali cause
- Alimentazione ricca di zuccheri e cibi ultraprocessati.
- Scarso consumo di frutta e verdura.
- Sedentarietà.
- Eccessivo tempo trascorso davanti a televisione, computer e smartphone.
- Ridotta attività fisica.
- Predisposizione familiare.
Possibili conseguenze
- Ipertensione arteriosa.
- Colesterolo elevato.
- Insulino-resistenza.
- Diabete mellito di tipo 2.
- Steatosi epatica (fegato grasso).
- Disturbi respiratori e apnee del sonno.
- Problemi ortopedici.
- Pubertà precoce in alcuni casi.
Impatto psicologico
L’obesità può influenzare profondamente il benessere emotivo del bambino, favorendo:
- bassa autostima;
- isolamento sociale;
- episodi di bullismo;
- ansia;
- sintomi depressivi.
L’intervento precoce, con il coinvolgimento della famiglia, rappresenta il fattore più importante per migliorare la prognosi.
Obesità negli adolescenti
L’adolescenza è una fase caratterizzata da importanti cambiamenti fisici, ormonali e psicologici. L’obesità in questo periodo può influenzare sia la salute presente sia quella futura.
Principali fattori di rischio
- Alimentazione disordinata.
- Consumo frequente di bevande zuccherate.
- Fast food.
- Sedentarietà.
- Riduzione dell’attività sportiva.
- Stress scolastico.
- Disturbi del sonno.
Conseguenze
- Aumento del rischio cardiovascolare.
- Diabete tipo 2.
- Sindrome metabolica.
- Ipertensione.
- Alterazioni del profilo lipidico.
- Disturbi ormonali.
- Dolori articolari.

Aspetti psicologici
Durante l’adolescenza l’immagine corporea assume un ruolo centrale. L’obesità può favorire:
- disturbi dell’alimentazione;
- ansia sociale;
- depressione;
- riduzione dell’autostima;
- isolamento.
Un adeguato supporto psicologico può essere parte integrante del percorso terapeutico.
Obesità nei giovani adulti
Tra i 20 e i 40 anni si consolidano molte abitudini di vita. Se in questa fase compare obesità, il rischio di sviluppare malattie croniche aumenta progressivamente.
Fattori favorenti
- Lavoro sedentario.
- Stress.
- Pasti consumati rapidamente.
- Ridotta attività fisica.
- Sonno insufficiente.
- Consumo frequente di alimenti ad alta densità calorica.
Principali complicanze
- Ipertensione arteriosa.
- Colesterolo elevato.
- Diabete mellito tipo 2.
- Steatosi epatica.
- Apnee ostruttive del sonno.
- Infertilità maschile e femminile.
- Riduzione della qualità della vita.
In questa fascia d’età è possibile ottenere ottimi risultati attraverso modifiche dello stile di vita, soprattutto se l’intervento è precoce.
Obesità negli adulti
L’età adulta è il periodo in cui le complicanze dell’obesità diventano più frequenti.
L’accumulo di grasso, in particolare quello viscerale, determina uno stato di infiammazione cronica di basso grado che favorisce lo sviluppo di numerose patologie.
Malattie cardiovascolari
- Infarto del miocardio.
- Ictus.
- Scompenso cardiaco.
- Fibrillazione atriale.
- Aterosclerosi.

Malattie metaboliche
- Diabete mellito tipo 2.
- Sindrome metabolica.
- Dislipidemia.
- Iperuricemia.
Altre complicanze
- Artrosi.
- Lombalgia cronica.
- Apnee del sonno.
- Reflusso gastroesofageo.
- Calcoli della colecisti.
- Steatosi epatica.
- Malattia renale cronica.
Tumori associati
L’obesità aumenta il rischio di sviluppare diversi tipi di tumore, tra cui:
- colon-retto;
- mammella (post-menopausa);
- endometrio;
- rene;
- pancreas;
- fegato;
- esofago;
- ovaio.
Per questo motivo la prevenzione dell’obesità rappresenta anche una strategia di prevenzione oncologica.
Obesità negli anziani
Con l’avanzare dell’età la composizione corporea cambia naturalmente: la massa muscolare tende a diminuire mentre aumenta la percentuale di grasso corporeo.
Quando l’obesità si associa alla perdita di massa muscolare si parla di obesità sarcopenica, una condizione particolarmente delicata.

Principali conseguenze
- Riduzione della forza muscolare.
- Maggiore rischio di cadute.
- Fratture.
- Perdita dell’autonomia.
- Difficoltà nella deambulazione.
- Peggior recupero dopo interventi chirurgici.
- Maggiore fragilità.
Malattie croniche
Negli anziani l’obesità è frequentemente associata a:
- diabete;
- ipertensione;
- insufficienza cardiaca;
- insufficienza respiratoria;
- artrosi;
- malattie renali.
In questa fascia di età l’obiettivo terapeutico non è soltanto la perdita di peso, ma soprattutto il mantenimento della massa muscolare, della forza e dell’autonomia funzionale.
Un rischio che aumenta con il tempo
L’obesità è una malattia progressiva. Più a lungo permane, maggiore è il rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari, metaboliche e funzionali.
Per questo motivo è fondamentale non attendere la comparsa dei sintomi, ma intervenire precocemente attraverso una valutazione completa dello stato di salute.
L’analisi della composizione corporea rappresenta uno strumento particolarmente utile perché consente di monitorare non solo il peso, ma anche la quantità di massa grassa, massa muscolare e grasso viscerale, permettendo di personalizzare gli interventi nutrizionali e l’attività fisica in base alle caratteristiche di ogni persona.
Prevenzione e trattamento dell’obesità
L’obesità è una malattia cronica complessa che richiede un approccio personalizzato e multidisciplinare. Non esiste una soluzione valida per tutti: il trattamento dipende dall’età, dalla gravità dell’obesità, dalla presenza di altre patologie, dallo stile di vita e dagli obiettivi della persona.
L’obiettivo non è soltanto perdere peso, ma soprattutto migliorare lo stato di salute, ridurre il grasso corporeo, preservare la massa muscolare e diminuire il rischio di complicanze nel lungo periodo.
Alimentazione
L’alimentazione rappresenta il pilastro fondamentale della prevenzione e del trattamento dell’obesità.
Non esistono alimenti “miracolosi” o diete universali: il principio scientificamente più efficace consiste nell’adottare un’alimentazione equilibrata, sostenibile nel tempo e personalizzata sulle esigenze individuali.
Le caratteristiche di una dieta sana
Un’alimentazione equilibrata dovrebbe prevedere:
- abbondante consumo di verdura e ortaggi;
- frutta fresca nelle giuste quantità;
- cereali preferibilmente integrali;
- legumi;
- pesce;
- carne magra;
- uova;
- latte e derivati a basso contenuto di grassi;
- olio extravergine di oliva come principale fonte di grassi.
È consigliabile limitare:
- bevande zuccherate;
- dolci;
- snack industriali;
- alimenti ultraprocessati;
- eccesso di sale;
- consumo abituale di alcolici.
Deficit calorico
Per ottenere una riduzione del peso corporeo è generalmente necessario creare un moderato deficit calorico, cioè consumare meno energia di quella utilizzata dall’organismo.
La perdita di peso ideale è graduale, generalmente compresa tra 0,5 e 1 kg alla settimana, poiché dimagrimenti troppo rapidi aumentano il rischio di recuperare il peso perso e di ridurre la massa muscolare.
Attività fisica
L’attività fisica è indispensabile sia nella prevenzione sia nel trattamento dell’obesità.
Oltre ad aumentare il consumo energetico, migliora numerosi parametri metabolici e cardiovascolari.
Benefici principali
L’esercizio fisico contribuisce a:
- aumentare il dispendio energetico;
- preservare la massa muscolare durante il dimagrimento;
- ridurre il grasso viscerale;
- migliorare la sensibilità all’insulina;
- abbassare la pressione arteriosa;
- migliorare il profilo lipidico;
- ridurre il rischio cardiovascolare;
- migliorare il tono dell’umore;
- aumentare la qualità del sonno.
Le raccomandazioni internazionali
Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano agli adulti:
- almeno 150-300 minuti di attività aerobica moderata alla settimana oppure;
- 75-150 minuti di attività intensa;
oltre ad esercizi di rafforzamento muscolare almeno due volte alla settimana.
Anche semplici attività quotidiane, come camminare, utilizzare le scale o andare in bicicletta, contribuiscono a ridurre il rischio di obesità.
Come iniziare un percorso di benessere
Non esiste una soluzione valida per tutti. Ogni persona parte da una situazione diversa e ha obiettivi differenti.
Per ottenere risultati duraturi è importante costruire un percorso personalizzato che tenga conto delle proprie abitudini, dello stile di vita e della composizione corporea.
Un percorso di benessere può comprendere:
- un’alimentazione equilibrata;
- una corretta idratazione;
- attività fisica regolare;
- monitoraggio dei progressi;
- supporto costante per mantenere la motivazione.
L’obiettivo non è semplicemente perdere peso, ma migliorare la composizione corporea, preservare la massa muscolare e adottare abitudini sane che possano essere mantenute nel tempo.
Monitoraggio
Un percorso personalizzato consente di monitorare nel tempo i cambiamenti della composizione corporea e di adattare progressivamente le strategie nutrizionali e lo stile di vita in base ai risultati ottenuti. Un monitoraggio costante aiuta a mantenere la motivazione e a costruire abitudini sane e durature.
Cosa monitorare
Durante il percorso terapeutico è utile controllare periodicamente:
- peso corporeo;
- BMI;
- circonferenza vita;
- pressione arteriosa;
- glicemia;
- profilo lipidico;
- funzionalità epatica;
- massa muscolare;
- massa grassa;
- grasso viscerale.
L’importanza della composizione corporea
La sola bilancia non è sufficiente per valutare i progressi.
Una persona potrebbe perdere peso riducendo la massa muscolare anziché il grasso, ottenendo un risultato poco favorevole dal punto di vista della salute.
L’analisi della composizione corporea consente invece di verificare:
- se il grasso corporeo sta realmente diminuendo;
- se la massa muscolare viene mantenuta;
- se il metabolismo rimane efficiente;
- se il grasso viscerale si sta riducendo.
Questo permette di adattare il programma alimentare e l’attività fisica alle esigenze individuali, aumentando le probabilità di successo nel lungo periodo.
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Un percorso personalizzato
La prevenzione e il trattamento dell’obesità richiedono costanza, supporto professionale e obiettivi realistici. Ogni persona presenta caratteristiche, abitudini e condizioni cliniche differenti: per questo motivo il percorso deve essere personalizzato.
Intervenire precocemente significa ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari, metaboliche e articolari, migliorando la qualità della vita e il benessere generale.
Una valutazione completa, che includa l’analisi della composizione corporea oltre al semplice peso, rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per costruire un programma realmente su misura e monitorarne i risultati nel tempo.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico o di altri professionisti sanitari qualificati.Per qualsiasi dubbio relativo al proprio stato di salute è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista di riferimento.
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